Valle del Vajont: Casera Ditta

A Longarone si giunge dalla pianura dall'autostrada A27 o dalla statale 51 di Alemagna. L'autostrada termina confluendo nella statale proprio pochi chilometri prima di Longarone. Appena entrati nell'abitato proprio in coincidenza dell'incrocio con la Val Zoldana, s'imbocca la strada di destra che indica per Pordenone.

Si attraversa il letto del Piave e dopo alcuni tornanti s'imboccano le prime gallerie del Vajont, e tra l'una e l'altra s'intravede l'ormai tristemente famosa diga. Dopo alcune centinaia di metri dalla diga sulla sinistra si vede un'alta parete che viene usata come palestra di roccia. Fatte altre due curve s'imbocca la stradina che scende da destra, si può parcheggiare sul piccolo spiazzo che fiancheggia la strada (quota 782 m). La strada attraversa la frana e porta a Pineda ed il suo accesso è consentito solo in determinati orari.

Il consiglio che vi diamo è di percorrere questo tratto di strada a piedi, affrontata la prima breve salita la strada curva a sinistra e prosegue piana permettendoci di vedere il monte Toc e la famosa "M" formatasi dal distacco della parete del monte. In questo punto si è proprio nel mezzo della frana, e guardandosi attorno si ha la visione di quanto materiale si sia staccato dalla montagna.

Dopo circa un'ora di cammino la piccola strada asfaltata scende verso Pineda e sulla destra la segnaletica c'indica il sentiero per Casera Ditta. In un primo momento il sentiero è largo ed in leggera salita ma dopo circa dieci minuti di stringe a mulattiera e si mantiene praticamente piano per tutto il tratto che attraversa il bosco fiancheggiando la ripida Val Mesaz.

Dopo aver oltrepassato la Sorgente la Meisa, si trova un bivio, si tiene il sentiero che scende a sinistra (vi sono delle chiare e simpatiche indicazioni) e poco dopo il sentiero esce dal bosco per attraversare ghiaioni e macchie di pini mughi.

Noi abbiamo percorso il sentiero a metà novembre l'indomani di una leggera spruzzata di neve ancora visibile nelle zone non lambite dal sole. Il sentiero scende fino all'attraversamento del torrente Gù di Lavéi che scende dal monte Toc. Risale ancora un po' e prima di cominciare la discesa ci fa intravedere il tetto della Casera Ditta. Attraversato il piccolo ponticello sul torrente Mesaz, si sale per cinque minuti e si arriva alla casera dopo circa un'ora dall'abbandono della strada asfaltata, in tutto due ore.
Un'altra ora e mezza si spende per il ritorno. Una breve escursione per tenersi in forma durante l'autunno o l'inverno, se non c'èneve, quando il sole tramonta presto.